Update My delta Effector

Mi sono reso conto solo adesso che non avevo scritto nulla a riguardo del nuovo delta effector che avevo prodotto per le mie stampanti 3D delta.

Vediamo di recuperare e di spiegarvi un po’ questo design a cui sono arrivato 🙂

Una delle cose più scomode di una stampante delta è la compattezza forzata dell’effector. Più è piccolo più spazio si recupera in altezza. Ma è difficile far entrare tutto in uno spazio ridotto.

Alcune delle features che volevo nel mio delta effector sono

  • Easy Hotend mount, cioè la possibilità di cambiare hotend facilmente, senza dover ricalibrare la stampante per via del cambio hotend
  • Ventole multiple e di vario tipo, cioè volevo poter montare a seconda della necessità ventole assiali o radiali a seconda del tipo di raffreddamento che voglio ottenere
  • Easy probe monting, cioè non voglio un probe fisso sull’hotend (probe da usare solo per la calibrazione automatica) ma un probe da montare in caso di bisogno come viene fatto sulla nuova anycubic delta
  • Rod end (giunti snodati) più in basso possibile in modo da recuperare più spazio possibile in verticale
  • Volevo mantenere lo stesso design di montaggio tra la big delta (che usa giunti snodati igus da 6mm) e la mini delta (che usa giunti da 3mm)
  • Design semplice, possibilmente realizzato con delle lastre/piastre, montate assieme da elementi fissi e rigidi
  • Meno plastica possibile

Infine sono riuscito a mantenere più o meno tutti questi requisiti.

Questo nuovo effector è composto da due lastre (di alluminio 3mm nell’ultima build) tagliate con la cnc, tenute assieme da due manicotti (bulloni lunghi) M5.  L’hotend è montato alla piastra di montaggio con un holder in plastica (purtroppo questo pezzo ho dovuto realizzarlo in plastica con la stampante 3D, anche se non mi ha dato nessun problema al momento).

Sono riuscito a montare agevolmente sia un j-head MKV che un clone E3D. Entrambi hanno lavorato perfettamente.

Le braccia sono collegate alla piastra inferiore con dei cubetti in plastica stampanti con una stampante 3D. Sono fissati con due bulloni, e permettono l’ancoraggio delle braccia in modo saldo.

La versione con giunti snodati da 6mm (della big delta) è molto più stabile di quella con giunti da 3m (della mini delta), dato che i perni di montaggio e gli spessori sono più spessi e resistenti alla torsione.

Una volta montato le misure tornano alla perfezione non ci sono pezzi che si toccano limitando i movimenti.

La versione con j-head ha lavorato bene, così come ha lavorato bene quella con il clone E3D.

Di seguito potete vedere come è il risultato visivo con il probe mount assemblato e funzionante. Avete potuto vedere il suo funzionamento in azione nei video a riguardo della calibrazione della delta 3D printer di cui ho scritto in precedenza e che ho pubblicato su youtube.

Per ora vi saluto e vi auguro buon lavoro!
Fatemi sapere se avete dei commenti a riguardo!

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